E’ noto – perché non fanno altro che ripetercelo – che gli italiani non rinuncerebbero mai al loro cellulare.
Pochi giorni fa Corrado Calabrò il presidente di Agcom ha sentenziato in parlamento: la rete mobile è a rischio collasso.
Pare ci siamo troppe chiavette, smartphone e iPad. Troppi iPad?????
La cosa buona è che dopo tanti anni l’Agcom si sia finalmente accorta che gli utenti italiani non hanno il servizio che pagano, e che la banda “promessa” dagli operatori è solo e da sempre (e speriamo non per sempre) irragiungibile. Ormai ci siamo abituati, è un po’ come quei grandi magazzini che raddoppiavano il prezzo per poi farti lo sconto del 50% alla cassa.
Vodafone (Paolo Bertoluzzo, Ad) ha subito preso la parola: la colpa è degli abbonamenti flat!
Sempre che sia vero che la rete rete è arrivata al limite – Franco Bernabè Ad di Telecom dice il contrario – non sarà che la colpa è di chi ha venduto sempre più chiavette o abbonamenti dati, non occupandosi della reale disponibilità di banda e senza investire sullo sviluppo della rete stessa? Perché se è vero quello che dice Calbrò allora non può essere andata che così.
O la colpa è di chi ha acquistato i servizi senza peraltro averne mai pienamente goduto?
Il futuro a medio termine, a mio avviso, prevede 3 scenari:
primo: tutto rientra e non se ne parla più, come accade per la maggior parte dei temi in Italia (prob. 35%);
secondo: gli operatori coglieranno l’occasione al volo per ridurre i pacchetti flat (che poi non sono flat!!!) e/o aumentare le tariffe (prob. 65%);
terzo: si modifica la legge Pisanu per far partire l’uso del wi-fi pubblico; si lancia seriamente il wi-max; si liberano altre frequenze per la rete mobile (prob. 0%).
Oggi i giornalisti italiani sono in sciopero come segno di protesta contro la legge definita “bavaglio” che il parlamento sta per approvare. Uno sciopero inutile. Il fine è nobile ma il risultato è un autobavaglio.
Lo sciopero è uno strumenti di protesta usualmente utilizzato dai giornalisti nei confronti degli editori per motivi in genere economici o di forzatura della linea editoriale. In questo caso è una forma di protesta nei confronti del governo che vuole imbavagliare l’informazione. Ma non facendo uscire i giornali si fa proprio il gioco che si vuole combattere.
La maggior parte degli italiani oltre a non aver capito che cosa comporterà veramente l’applicazione di questa legge, non legge abitualmete i giornali.
Come dare un vero risalto al problema?
L’FNSI – anziché indire un’inutile sciopero – avrebbe dovuto chiedere agli editori di far uscire domani dei giornali diversi, stile dossier, interamente concentrati sulla legge (niente calcio, niente cronaca, ecc.). Contenitori di interviste e opinioni di personaggi in vista dei più vari settori (anche sportivi, perché no?) ognuno con la propria idea.
Si è persa un’occasione per dare delle informazioni molto dettagliate a quei pochi che il giornale lo comprano, raggiungendo però anche chi non li legge, perché un’operazione simile avrebbe catturato l’attenzione di qualsiasi media a partire da quelli stranieri.
Non è con il silenzio che si esprimono le proprio idee.
Tutti lo vogliono, ma non si snoda una fila lunga lunga, interminabile, davanti alle porte dei negozi hi-tech. È l’online a vincere per la tecnologia, e infatti le prenotazioni di iPad via rete ha evitato l’assembramento per avere il nuovo oggetto dei desideri taggato Apple.
Come sanno bene i sociologi, esistono gli innovatori (che producono e sperimentano tecnologie e novità) e i gregari. In questo caso, per chi non ha a disposizione un piccolo gruzzoletto da sacrificare in maniera ripetuta per l’iPad e successivi modelli, deve riflettere se sia il caso di attendere le prossime versioni. Perché? Magari per avere una webcam – che ora è assente e qualcuno, che ha smontato l’iPad, bisbiglia di aver notato lo spazio di alloggiamento pronto per il futuro -, e una porta usb che ora latita. Due piccoli nei che non vanno sottovalutati. Cult o non cult? Questo è il problema.
[fg]
Stavo scaricando una nuova applicazione sul mio (utilissimo) iPhone quando un alert mi avvisa con fare perentorio che “I termini e le condizioni dell’iTunes Store sono stati modificati”. Curioso sono andato a leggere ma dopo alcune noiosa schermate ho deciso di ricevere le nuove condizioni via mail e accettarle per procedere. Di nuovo un alert mi chiede se sono sicuro di aver letto le nuove condizioni e che è importante farlo, se non l’ho fatto posso anche non accettare e, ovviamente, non utilizzare i servizi: ho scelta???. La sorpresa è nel contenuto della mail (che incollo qui sotto). Si può leggere una cosa del genere da in iPhone? O meglio si può leggere una cosa del genere? Il testo (modifice + condizioni generali) è talmente lungo che non è arrivato neanche tutto, come si può vedere finisce troncato (sempre ce ci arriviate in fondo alla pagina). Qualcuno di voi lo a mai letto con attenzione?
I termini e le condizioni dell’iTunes Store sono stati modificati
Le modifiche che abbiamo apportato ai termini e alle condizioni includono quanto segue:
• La sezione “Regali” delle Condizioni di Vendita dell’iTunes Store è stata modificata per chiarire che i Regali non possono essere utilizzati per acquisti in-app, aggiornamenti, o l’OS di iPod touch, e per spiegare che alcuni regali richiedono hardware e impostazioni dei controlli censura compatibili per poter essere riscattati.
• Una nuova sezione “Regali” è stata aggiunta ai Termini e Condizioni dell’App Store per spiegare le condizioni alle quali le App possono essere regalate, incluso una spiegazione che i Regali non possono essere utilizzati per acquisti in-app, aggiornamenti, o l’OS di iPod touch, e per spiegare che alcuni regali richiedono hardware e impostazioni dei controlli censura compatibili per poter essere riscattati.
iTunes Store
CONDIZIONI DI SERVIZIO
iTunes Store
CONDIZIONI DEL SERVIZIO
Il presente documento costituisce un contratto tra lei e iTunes S.à.r.l. (“iTunes”) che stabilisce le condizioni alle quali potra’ utilizzare il servizio di iTunes Store. Il presente contratto – insieme a tutti gli aggiornamenti, condizioni aggiuntive e tutte le policies di iTunes/Apple richiamate nel presente contratto – costituiscono congiuntamente il “Contratto” tra lei e iTunes. Se lei intende aderire a queste condizioni, clicchi su “Accetto”. Se lei non intende aderire a queste condizioni, non clicchi su “Accetto” e non utilizzi questo servizio. Lei deve accettare e rispettare queste condizioni così come le vengono presentate; non sono possibili variazioni, aggiunte o cancellazioni, e iTunes può rifiutarle l’accesso a iTunes Store per la mancata osservanza di qualsiasi condizione del presente Contratto.
Un breve filmato ispirato ai numeri, alla geometria e alla loro presenza in natura. Non ce ne rendiamo conto ma tutto ciò che ci circonda (noi compresi) è basato su schemi matematici. L’esempio più bello è senza dubbio quello della spirale logaritmica (correlata alla serie di Fibonacci) che da vita ad una delle forme più affascinanti in natura: la chiocciola. Il nome di questo blog trae ispirazione dalla suddetta spirale. ;o)
Vi piacerebbe tenere il volante, guardare la strada e controllare il vostro profilo su Facebook allo stesso momento?
Le notizie che giungono da Las Vegas dicono che sarà possibile con un cruscotto versione 2.0.
Diverse la case automobilistiche che hanno presentato questa rivoluzione tecnologica nel ventaglio degli accessori per auto, nuove linee di vetture equipaggiate con connessione ad Internet che permette anche di usare Twitter e Facebook.
Naturali e giustificate le posizioni di chi contrasta questa nuova moda, se così si può chiamare. In primis i politici.
Se fumare o telefonare alla guida aumenta il rischio di incidenti… sarà curioso capire come se la caveranno gli automobilisti – e i pedoni che attraversano la strada, soprattutto – con questi nuovi gadget.
[fg]
Siamo vicino al termine di questo 2009 che ha visto protagonisti il web e i social network. Seguendo questa scia, non poteva quindi mancare un bilancio di fine anno promulgato da due big name del web 2.0: Last.fm e Twitter.
Il primo è il quotatissimo sito di servizio di radio online, che lancia il suo report sugli ascolti: la classifica è quella degli artisti più ascoltati tramite Last.fm. Per Twitter l’argomento del bilancio è la lista degli argomenti trattati con il servizio di micro blogging.
Fa piacere vedere (e leggere) ‘usi e costumi’ in versione 2.0.
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(via Wired)
Sembra che Wired, il seguitissimo magazine di Condé Nast, ‘subirà’ con piacere un trattamento… estetico (si fa per dire!). Il tablet treatment rappresenta il lavoro di officina per creare una versione di qualsiasi documento (libro, magazine, quotidiano) fruibile con il tablet pc, un computerino sottile, appunto, come una tavoletta che nel prossimo anno i produttori immetteranno nel mercato. Fra questi anche Apple.
La casa editrice americana sta preparando la versione tablet pc di Wired, con l’aiuto di Adobe, e nel frattempo fa outing pubblicando sul web (nel sito dell’edizione americana) un video sul concept dell’applicativo.
[fg]
Contro la furia di pubblicare notizie in tempo reale, ecco la controtendenza del “rilascio lento” portata in auge dai netizen e i social network. La notizia non si esaurisce in poche ore, ma continua a vivere selezionata, commentata e rimbalzata dalle varie piattaforme esistenti sul web: Facebook, Twitter o FriendFeed.
Ogni navigatore diviene un citizen journalist, selezionando le news per creare una sua ‘agenda’, un proprio notiziario online. La strada della costruzione partecipata dei contenuti informativi sta prendendo sempre più piede.
Ora sta agli editori trovare un modo per cavalcare l’onda.
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Notizia veloce veloce. Si stanno mettendo d’accordo.
Si fanno paragoni sull’introduzione della banda larga: “un salto fondamentale verso il futuro, così come è stato per l’Autostrada del sole negli anni 60″.
Speriamo, allora, che a qualcuno non venga l’idea ‘prodigiosa’ di farci pagare pure il pedaggio.
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