Tutti lo vogliono, ma non si snoda una fila lunga lunga, interminabile, davanti alle porte dei negozi hi-tech. È l’online a vincere per la tecnologia, e infatti le prenotazioni di iPad via rete ha evitato l’assembramento per avere il nuovo oggetto dei desideri taggato Apple.
Come sanno bene i sociologi, esistono gli innovatori (che producono e sperimentano tecnologie e novità) e i gregari. In questo caso, per chi non ha a disposizione un piccolo gruzzoletto da sacrificare in maniera ripetuta per l’iPad e successivi modelli, deve riflettere se sia il caso di attendere le prossime versioni. Perché? Magari per avere una webcam – che ora è assente e qualcuno, che ha smontato l’iPad, bisbiglia di aver notato lo spazio di alloggiamento pronto per il futuro -, e una porta usb che ora latita. Due piccoli nei che non vanno sottovalutati. Cult o non cult? Questo è il problema.
[fg]


[...] Prima l’iPhone, poi l’iPad. Su quest’ultimo oggetto di culto – sembrerebbe almeno così – taggato Apple ho appena scritto due righe qui. [...]